I palazzi dei Rolli di Genova – Una reggia repubblicana

Storia

Costruito nel ‘400, l’oratorio assunse il suo aspetto barocco all’inizio del Seicento, quando vennero aggiunti nel presbiterio e negli spazi delimitati dalle lesene i dodici grandi dipinti che lo hanno reso celebre. Infatti, è stato definito un museo della storia dell’arte genovese del ‘600, presentando opere di alcuni dei più grandi artisti liguri dell’epoca.

Questa straordinaria collezione vanta firme illustri, come quella di Giovanni Benedetto Castiglione, conosciuto come il Grechetto (“San Giacomo che abbatte i Mori”), G.B. Carlone (“San Giacomo apre le porte di Coimbra a re Ferdinando” e “Martirio di San Giacomo”), Valerio Castello (“San Pietro battezza San Giacomo”), Giovanni Domenico Cappellino (“Predicazione dell’apostolo”), Domenico Piola (“Martirio del santo”), Giovanni Lorenzo Bertolotto (“L’invenzione della spoglia”) e Aurelio Lomi (“I figli di Zebedeo presentati a Gesù”).

La quadreria è di grande importanza anche perché i dipinti illustrano i momenti salienti della vita e dell’iconografia di San Giacomo, donati da singoli o gruppi di confratelli. La chiesa ospita infatti una confraternita, attiva nel Sei e Settecento, che partecipava alle famose processioni delle “casacce”, caratterizzate da stendardi, crocifissi e gruppi scolpiti decorati in oro e argento.

L’oratorio conserva anche una cassa d’organo e un gruppo processionale, entrambi realizzati dal marsigliese H. Pellè, oltre a tre crocifissi e sei panconi settecenteschi.

Descrizione delle opere

La chiesa dell’Annunziata custodisce un numero incredibile di capolavori, suddivisi per comodità in settori e cappelle.

Navata centrale

Superato l’ingresso, si trova l'”Ultima Cena”, grande tela di Giulio Cesare Procaccini; ai lati si trovano due “Profeti” la cui attribuzione varia tra Gioacchino Assereto, Andrea Ansaldo e Giulio Benso. Sulla volta, le opere “Epifania”, “Ingresso in Gerusalemme” e “Orazione nell’orto” di Giovanni Carlone, insieme a “Resurrezione”, “Gesù appare alla Madre” e “Incoronazione di Maria” di G.B. Carlone.

Navata destra

Prima cappella: sulla parete destra è visibile il “Presepe” attribuito al Moncalvo. Di fronte, nella parte superiore, si trova “Agar e l’angelo” di Giovanni Andrea De Ferrari. Sul soffitto, i “Miracoli di San Bernardino”, affreschi di G.B. Carlone; nella volta esterna, “I santi Simone e Giuda evangelizzano i Persiani”, un ulteriore affresco di Carlone.

Seconda cappella: sull’altare, “Miracolo di San Bernardino” di G.B. Carlone; sulla parete destra, un altro “Miracolo di San Bernardino”, probabilmente di Aurelio Lomi; a sinistra, un ulteriore “Miracolo del santo” di G.B. Vicino e vari affreschi di G.B. Carlone. Nella volta esterna, da notare l’affresco “San Matteo catechizza la folla” di G.B. Carlone.

Terza cappella: nelle pareti laterali, si possono ammirare “San Tommaso d’Aquino davanti al Crocifisso” di Domenico Piola e “San Diego risana un fanciullo cieco” di Simone Barabino. In alto, a destra, il “Martirio di San Sebastiano” di G.B. Carlone, e a sinistra “San Gerolamo” di Bernardo Strozzi; sulla volta esterna, l’affresco “San Giacomo battezza un pagano” di G.B. Carlone.

Quarta cappella: sull’altare si trova la pala “San Luigi di Francia” di Giovanni Bernardo Carbone; sulle pareti sono presenti due “Scene della vita del santo”, attribuite a Claudio Francesco Beaumont; sulla volta esterna, l’affresco “Sant’Andrea che adora la Croce” di Domenico Fiasella.

Quinta cappella: sull’altare, “San Pietro d’Alcantara che adora la Croce”, pala di G.B. Carlone; sulla parete destra, la “Beata Giovanna francescana”, attribuita a Daniele Crespi; a sinistra, “Madonna e santi” di Antonio Maria Piola (con “Cena in Emmaus” sopra, attribuita a Strozzi); sulla volta esterna, l’affresco “Predicazione di San Paolo” di Domenico Fiasella.

Sesta cappella: sull’altare c’è l'”Annunciazione” di Domenico Piola; nelle pareti laterali, le opere “Presentazione”, “Visitazione” e un “Profeta” di Andrea Carlone; sulla volta esterna, l’affresco “San Pietro risana uno zoppo” di Gioacchino Assereto.

Transetto destro

Nella nicchia del magnifico altare barocco, circondato da quattro colonne tortili, si trova il gruppo ligneo policromo “Sant’Antonio da Padova che adora il Bambino e angeli”, progettato da Pierre Puget; sulla volta, l’affresco “Pentecoste” e nella lunetta sopra l’arco d’accesso alla cappella in cima alla navata, si staglia l’affresco “Incredulità di San Tommaso” di Giovanni Carlone.

Cappella a destra della maggiore

A sinistra, si può vedere “Il beato Andrea da Spello trae acqua da una pietra”, tela di G.B. Carlone; sull’altare frontale, la “Madonna”, scultura in marmo di Leonardo Mirano (1618); a destra, il “San Domenico Soriano”, pala di Tommaso Clerici (sulla sinistra, “I tre arcangeli” dello stesso artista); sulla cupola, affresco di G.B. Carlone.

Sulla cupola della crociera, si può ammirare l’affresco “Assunzione di Maria”, realizzato da Andrea Ansaldo e restaurato all’inizio del ‘700 da Gregorio De Ferrari.

Presbiterio

Sull’altare maggiore spicca il “Crocifisso” di Giacomo Antonio Ponsonelli; sul soffitto sono visibili l'”Annunciazione” e l'”Assunzione”, affreschi di Giulio Benso; sulle pareti laterali si notano “Presentazione di Gesù al tempio”, affresco dello stesso Benso e “Disputa coi dottori”, opera di G.B. Carlone su disegno del Benso.

Cappella a sinistra della maggiore

A destra, il “Presepe”, tela di Luciano Borzone; sotto vi è “Madonna e santi”, un altorilievo marmoreo di Santo Varni; sull’altare di fronte, “Madonna col Bambino”, in marmo di Leonardo Ferrandina; sull’altare a sinistra si trova “Le Marie e Giovanni ai piedi della Croce” di Francesco Scotto; a destra, “San Pietro rinnega Cristo e Giuseppe spiega i sogni” di Bernardo Strozzi; a sinistra, “Nozze di Cana” e “Cristo alla colonna”, forse di Luca Saltarello, insieme a vari affreschi di Giuseppe Isola.

Transetto sinistro

Nella nicchia sopra l’altare si trova il gruppo ligneo policromo “San Pasquale che adora il Santissimo”, realizzato dal Maragliano; sulla volta e nella lunetta sopra l’arco d’accesso alla cappella di fondo, si possono apprezzare l'”Ascensione” e la “Cena in Emmaus”, entrambi affreschi di Giovanni Carlone.

Navata sinistra

Sesta cappella: il “San Francesco d’Assisi che riceve le stimmate”, un gruppo ligneo settecentesco; più in alto, sul timpano, la “Madonna”, un’opera in marmo di Taddeo Carlone; sulla volta esterna, l’affresco “Abramo offre il pane e il vino a Melchisedech” di Gioacchino Assereto.

Quinta cappella: ai lati dell’altare sono presenti le statue marmoree “Speranza” e “Carità” di Giacomo Antonio Ponsonelli; sulla volta esterna, l’affresco “Rebecca al pozzo” di Domenico Fiasella.

Quarta cappella: sull’altare si trova il dipinto “Immacolata” di Domenico Piola.

Terza cappella: sulla parete destra, il “Crocifisso” di Luca Cambiaso; sulla parete sinistra, “San Francesco battezza i Mori” di G.B. Carlone.

Seconda cappella: sull’altare è presente il dipinto “Transito di Santa Chiara” di G.B. Paggi.

Prima cappella: sull’altare e a una parete laterale, si trovano due tele dedicate al “Martirio di San Clemente”, di G.B. Carlone; sopra, i dipinti “San Lorenzo” e “Santo Stefano” di Gregorio De Ferrari; nella volta esterna, un affresco mutilato di G.B. Carlone, “Giosuè attraversa il Giordano”.

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