La lanterna di Genova: simbolo della città
La lanterna di Genova, conosciuta anche come Torre del Faro, è il monumento che rappresenta l’identità di Genova. Con un’altezza di 76 metri (il punto più alto raggiunge circa 120 metri sopra il livello del mare), domina il porto e la vista si estende dal promontorio di Portofino fino a tutta la costa occidentale.
Storia e funzioni della Torre
Fin dalle sue origini, la Torre ha ricoperto un importante ruolo militare, sorvegliando il traffico navale che transitava nelle sue vicinanze e lungo la via Aurelia sottostante. Sebbene la sua funzione sia chiara, l’origine della Torre stessa è avvolta nel mistero. La prima menzione di un faro a San Benigno risale al 1128, quando un Decreto stabiliva la sorveglianza del sito e l’approvvigionamento di legna e steli di ginestra per alimentare il fuoco del faro durante le notti, forniti dai cittadini di alcuni borghi. Benché la Torre non fosse ancora costruita, si ha notizia della sua esistenza nel 1318, quando era controllata dai guelfi, i quali la restaurarono cinque anni dopo.
Le trasformazioni nel corso dei secoli
Nel 1326, il sistema a legna venne sostituito da lampade ad olio, poi rimpiazzate da un faro cilindrico in ferro dotato di finestrelle. Nel ‘300, la Torre venne utilizzata anche come prigione, ospitando per un lungo periodo Giacomo di Lusignano, Re di Cipro, e sua moglie. Si narra che nel 1449 il guardiano del Faro fosse Antonio Colombo, lo zio di Cristoforo.
Dalla sottomissione francese alla resistenza genovese
Nel 1507, Genova cadde sotto il dominio di Luigi XII Re di Francia. Per prevenire ribellioni e garantire la sicurezza, i francesi iniziarono la costruzione della Fortezza di Capo di Faro, il cui progetto mirava a sostituire la Lanterna. La posizione della fortezza avrebbe potuto isolare il porto, ma i genovesi mal sopportarono questa nuova costruzione. La costruzione della fortezza minacciava la sicurezza della Lanterna, che era più bassa e tozza rispetto all’odierna. Per preservarla, il Senato della Repubblica elargì 200 scudi d’oro al progettista per integrarla nel nuovo complesso, promettendo di completare l’opera entro ottobre 1508. Il 16 marzo 1514, dopo un assedio di 16 mesi, la guarnigione francese si arrese e il 28 agosto dello stesso anno iniziò la demolizione della fortezza. Durante questo assedio, la parte superiore della Lanterna fu danneggiata dai bombardamenti genovesi e nel 1543 fu decisa la sua ricostruzione.
Architettura attuale e visita alla Lanterna
Attualmente, la Lanterna di Genova è caratterizzata da due volumi sopraelevati di forma quadrata, circondata da bastioni ottocenteschi, ai quali fu effettuata una parte della demolizione nel 1927. All’interno, una scala ad archi rampanti si arrampica sulle pareti perimetrali, mentre ogni facciata presenta varie finestrelle quadrate per consentire la circolazione di luce e aria. Recentemente, è stato installato un piccolo ascensore nell’area centrale per facilitare la salita dei visitatori ai 720 gradini.
Il primo ballatoio, al quale si accede, è riparato da un alto parapetto, nel quale si trovano delle feritoie. Sotto di esso, è visibile lo stemma del Comune di Genova. Il terrazzo superiore è definito da semplici colonnine a doppio fuso, che hanno sostituito le originarie merlature. Il fanale attuale funziona grazie a una lampada alogena da 1 KW, azionata tramite un piccolo motore elettrico, con una portata luminosa di 33 miglia. Sotto la base del faro rimane il meccanismo che veniva utilizzato fino a poche decine di anni fa per permettere la rotazione.
Oggi, la Lanterna di Genova è aperta al pubblico e può essere visitata.