Oggi, della Villetta di Negro rimane soltanto il magnifico giardino che si affaccia su piazza Corvetto e sull’intera città di Genova. Al suo posto, sorge ora il Museo di Arte Orientale Edoardo Chiossone, inaugurato nel 1956.
Nel 1802, il marchese Gian Carlo Di Negro (1769-1857) acquisì l’area dal Governo della Repubblica per farne la propria residenza. Si dedicò anche alla creazione di una scuola di botanica, impegnandosi a finanziare l’attività per sei anni. Nello stesso anno, cominciò a costruire un “casino” e una “villetta” progettati da Carlo Barabino, che divennero effettivamente la sua dimora.
Dopo la scomparsa di Di Negro, nel 1863 il Comune di Genova acquistò la Villetta con l’intenzione di valorizzare la zona come spazio pubblico. Così, dal 1873 al 1942, la villa del marchese fu trasformata secondo le ideologie positiviste dell’epoca, inizialmente (1873-1912) ospitando il Museo di Storia Naturale insieme a uno zoo, per poi ospitare il Museo Geologico dal 1912 al 1928, e infine dal 1929 il Museo Archeologico, al quale si aggiunsero, tra il 1935 e il 1940, le collezioni di Etnografia e del Costume.
Purtroppo, i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale del 1942 distrussero la villetta, ma il prezioso parco rimase intatto. Nel 1948, il Comune decise di erigere un nuovo edificio, che è l’attuale sede del Museo Chiossone, collocato nello stesso luogo dove un tempo si trovava la villetta del marchese Di Negro.